Campania: vigne storiche tra tutela e futuro
Dai vigneti pre-fillossera alle alberate aversane, fino al progetto tra Feudi di San Gregorio e il Parco archeologico di Pompei: le vigne storiche della Campania diventano patrimonio da tutelare e risorsa per la viticoltura del futuro.
May 7, 2026
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Campania: vigne storiche tra tutela e futuro
Le vigne storiche non sono soltanto testimonianze agricole del passato, ma veri archivi viventi del paesaggio vitivinicolo. In Campania questo patrimonio assume un valore particolare: la regione conserva una biodiversità straordinaria, fatta di vitigni autoctoni, vecchi impianti, ceppi a piede franco e sistemi di allevamento tradizionali che hanno resistito all’omologazione produttiva. Difendere queste vigne significa proteggere memoria, identità territoriale e risorse genetiche utili anche per affrontare le sfide climatiche e produttive dei prossimi anni.
Su Il Corriere Vinicolo n. 14 del 27 aprile 2026, Monica Coluccia ricostruisce il percorso di riscoperta e tutela delle “vigne storiche” campane, a partire dall’indagine condotta dal SeSIRCA tra il 2010 e il 2012. La mappatura ha censito un patrimonio diffuso tra Irpinia, Campi Flegrei, Ischia, Terra di Lavoro, Sannio e Costa d’Amalfi, documentando ceppi storici di Aglianico, Falanghina, Biancolella, Asprinio, Pallagrello, Casavecchia, Tintore e altre varietà rare. Alcuni casi limite, come il Greco Muscio o il Campanile, mostrano quanto il lavoro di monitoraggio sia stato decisivo per evitare la perdita definitiva di materiale genetico.

Il riconoscimento istituzionale è arrivato con il Decreto Dirigenziale n. 50 del 27 maggio 2025, che ha istituito l’Elenco ufficiale dei vigneti storici ed eroici della Regione Campania, aprendo la strada al riconoscimento formale di “Bene paesaggistico”. Ma il racconto guarda anche al futuro: il progetto tra Feudi di San Gregorio e il Parco archeologico di Pompei punta a riportare la vite in un sito simbolo della storia mediterranea, utilizzando materiale genetico proveniente da viti centenarie irpine. Le vigne storiche diventano così non solo memoria da conservare, ma laboratorio vivo per una viticoltura capace di unire archeologia, paesaggio, ricerca e innovazione.
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