Il canale moderno conferma una trasformazione profonda dei consumi di vino: si beve meno, ma si sceglie con maggiore selettività. La fine della spinta pandemica, il calo dei volumi e la tenuta solo parziale dei valori indicano che il vino quotidiano, soprattutto nella fascia sotto i 5 euro, è la categoria più esposta. A compensare in parte questa flessione sono i prodotti di fascia superiore, gli spumanti e il metodo classico, segno di una domanda più orientata alla gratificazione e meno legata al consumo abituale.
Su Il Corriere Vinicolo n. 14 del 27 aprile 2026, Andrea Guolo analizza la tavola rotonda “Il vino nella Grande distribuzione: dinamiche di mercato e criticità emergenti”, costruita attorno alla tradizionale ricerca Circana presentata a Vinitaly. Nel 2025 supermercati, ipermercati, discount e online generalista hanno generato vendite di vino e spumanti per 3,2 miliardi di euro, in lieve calo a valore (-0,5%) e in flessione più marcata a volume (-2,7%), per 736 milioni di litri. Il dato medio nasconde però dinamiche divergenti: gli spumanti arrivano a pesare il 15% dei volumi, con performance positive per bianchi e rosati, mentre frizzanti e rossi fermi risultano più penalizzati.