Vino in Gdo: cala il daily wine, cresce il premium
Nel 2025 la Grande Distribuzione Organizzata chiude a 3,2 miliardi di euro, con volumi in calo e valore quasi stabile. La flessione colpisce soprattutto i vini sotto i 5 euro, mentre crescono premium, spumanti e metodo classico
May 4, 2026
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Vino in Gdo: cala il daily wine, cresce il premium
Il canale moderno conferma una trasformazione profonda dei consumi di vino: si beve meno, ma si sceglie con maggiore selettività. La fine della spinta pandemica, il calo dei volumi e la tenuta solo parziale dei valori indicano che il vino quotidiano, soprattutto nella fascia sotto i 5 euro, è la categoria più esposta. A compensare in parte questa flessione sono i prodotti di fascia superiore, gli spumanti e il metodo classico, segno di una domanda più orientata alla gratificazione e meno legata al consumo abituale.
Su Il Corriere Vinicolo n. 14 del 27 aprile 2026, Andrea Guolo analizza la tavola rotonda “Il vino nella Grande distribuzione: dinamiche di mercato e criticità emergenti”, costruita attorno alla tradizionale ricerca Circana presentata a Vinitaly. Nel 2025 supermercati, ipermercati, discount e online generalista hanno generato vendite di vino e spumanti per 3,2 miliardi di euro, in lieve calo a valore (-0,5%) e in flessione più marcata a volume (-2,7%), per 736 milioni di litri. Il dato medio nasconde però dinamiche divergenti: gli spumanti arrivano a pesare il 15% dei volumi, con performance positive per bianchi e rosati, mentre frizzanti e rossi fermi risultano più penalizzati.

Il nodo principale è il cambio di mix. Le bottiglie sotto i 5 euro, che rappresentano ancora il 79% dei volumi in Gdo, arretrano, mentre crescono quelle tra 5 e 10 euro e soprattutto gli over 10 euro. La variazione dei prezzi non è quindi solo inflazione, ma riflette una diversa composizione dell’offerta e della domanda. Il confronto ha toccato anche vini dealcolati, promozionalità, ruolo del discount, private label, storytelling territoriale e collaborazione tra industria e retail. Dalle voci di UIV, Federvini e delle principali catene emerge un punto comune: la Gdo non può più limitarsi a presidiare i volumi, ma deve intercettare valore, nuove occasioni di consumo e consumatori meno fedeli al vecchio modello del daily wine
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