La Puglia riscopre i vitigni bianchi
Tra autoctoni recuperati, varietà reliquia e nuove strategie di mercato, la Puglia rilancia la propria identità bianchista da nord a sud.
March 23, 2026
2 minuti

La Puglia riscopre i vitigni bianchiTra autoctoni recuperati, varietà reliquia e nuove strategie di mercato, la Puglia rilancia la propria identità bianchista da nord a sud.
Per molti anni la Puglia del vino è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso i suoi rossi più potenti, strutturati e alcolici. Un’immagine forte, sedimentata nel mercato e nella percezione dei consumatori, che però oggi mostra tutti i suoi limiti. Nel pieno di una fase segnata da trasformazioni dei consumi, ricerca di maggiore freschezza e attenzione crescente verso identità territoriali meno scontate, la regione sembra infatti impegnata in un processo di riequilibrio che riguarda non solo le strategie commerciali, ma anche la lettura stessa della propria vocazione viticola. Il ritorno ai bianchi, in questo senso, non appare come una moda passeggera né come un semplice ampliamento di gamma, ma come una linea di sviluppo che intreccia ricerca, sperimentazione, riscoperta del germoplasma locale e nuove possibilità di posizionamento.

Nel numero 10 del 16 marzo 2026 de Il Corriere Vinicolo, Serena Leo analizza questa fase di fermento attraversando territori, aziende e centri di ricerca che stanno contribuendo a ridefinire l’identità bianchista della regione. Dal Bombino Bianco della zona del Castel del Monte alla Verdeca della Valle d’Itria, fino al recupero di varietà reliquia come Antinello, Maresco e Squaccialosi, il quadro che emerge è quello di una Puglia molto più articolata di quanto suggerisca lo stereotipo rossista. Il contributo mostra come il rilancio dei bianchi non riguardi un solo modello produttivo: c’è chi punta sugli autoctoni già consolidati, chi sulla riconversione di parte del vigneto, chi sulla spumantizzazione e chi sul recupero di materiali genetici dimenticati. Ma mette anche in guardia da letture troppo semplici: non tutti i territori sono adatti, non tutte le aziende possono seguire la stessa strada e il successo dipenderà dalla capacità di coniugare ricerca, coerenza territoriale e costruzione di una nuova immagine della Puglia del vino.
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