Prezzi del vino ancora in calo a maggio

A maggio i prezzi al consumo di vini e spumanti arretrano del 2,5% su base annua, mentre l’inflazione generale accelera.

Data:

July 1, 2026

Tempo di lettura:

2 minuti

Testata del Corriere Vinicolo

Prezzi del vino ancora in calo a maggio

Mentre l’inflazione generale torna ad accelerare, il vino resta su un piano inclinato. A maggio, in uno scenario condizionato dalle tensioni geopolitiche e dal nuovo rialzo dei costi energetici, i prezzi al consumo dei vini e degli spumanti continuano infatti a muoversi in direzione opposta rispetto al carovita, segnalando la difficoltà delle imprese vinicole nel trasferire a valle le pressioni di costo.

Il tema è al centro dell’approfondimento pubblicato su Il Corriere Vinicolo n. 21. Il dato più evidente è la flessione tendenziale del 2,5% dei prezzi al consumo di vini e spumanti, più accentuata rispetto al -1% registrato ad aprile. Si tratta del peggior risultato da tredici mesi e conferma un andamento marcatamente deflattivo per il comparto, proprio mentre l’inflazione generale sale al 3,2%, tornando ai livelli massimi degli ultimi tre anni.

Il confronto con le altre categorie rende il quadro ancora più netto. Nell’aggregato delle bevande alcoliche, che nel complesso cede l’1,6% su maggio 2025, il vino mostra la performance peggiore. Gli spirits restano appena in territorio positivo, con un +0,2%, mentre la birra arretra dello 0,8%, attenuando però il calo più marcato registrato ad aprile. Le bevande analcoliche, al contrario, mantengono una dinamica positiva, con un +2,2% tendenziale.

La divergenza tra inflazione generale e prezzi del vino restituisce l’immagine di un mercato freddo, nel quale sconti, promozioni e compressione dei margini continuano a rappresentare strumenti di tenuta per le imprese. Il problema non è soltanto il dato mensile, ma la possibile stabilizzazione di un quadro in cui i costi aumentano e i prezzi finali non riescono a seguirli, con effetti diretti sulla redditività della filiera.

A rendere più incerto lo scenario contribuiscono i rischi legati all’energia, ai trasporti e alle aspettative di inflazione. Se famiglie e imprese iniziassero a considerare il rialzo dei prezzi come una componente stabile, il rischio sarebbe quello di una nuova reazione a catena. Per il vino, tuttavia, il nodo resta diverso: in un contesto inflattivo, il comparto continua a misurarsi con una domanda debole e con margini sempre più compressi.

Ultimo aggiornamento: July 1, 2026 2:55 PM