L’Italia mantiene il ruolo di quarto fornitore del mercato cinese, pur registrando una contrazione rispetto all’anno precedente. A emergere è soprattutto il cambiamento geografico della domanda: mentre molte province mostrano un arretramento, Pechino rappresenta una delle poche realtà in crescita, confermando la tenuta del consumo premium e la centralità delle grandi aree urbane nella ridefinizione del mercato.
Il contributo affronta anche il tema degli strumenti necessari per presidiare un mercato diventato più complesso. Promozione, networking, formazione, Gdo, piattaforme digitali e attività di posizionamento emergono come elementi sempre più centrali per accompagnare il vino italiano in un contesto dove la competizione internazionale rimane elevata e nel quale la capacità di costruire relazioni e riconoscibilità sembra contare almeno quanto il prodotto stesso.