Detection automatica dei grappoli e sostenibilità
Dalla stima della resa alla raccolta autonoma, la viticoltura di precisione integra visione artificiale, AI, droni e sensori per migliorare previsioni produttive, zonazione e qualità.
March 16, 2026
2 minuti
- News
- Il Corriere Vinicolo
- Andrea Peruzzi
- Christian Frasconi
- CV 10/2026
- detection automatica dei grappoli
- Lorenzo Gagliardi
- Marco Fontanelli
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- stima della resa
- Università di Pisa
- vendemmia autonoma
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Detection automatica dei grappoli e sostenibilità
La viticoltura di precisione non è più una frontiera teorica o un insieme di applicazioni sperimentali riservate a pochi contesti avanzati. Sta diventando, al contrario, una delle chiavi più concrete per affrontare alcune delle criticità strutturali del vigneto contemporaneo: la variabilità produttiva, la gestione delle risorse, la pianificazione della vendemmia e la necessità di prendere decisioni rapide su basi sempre più oggettive. In questo quadro, il rilevamento automatico dei grappoli rappresenta uno snodo decisivo. Stimare con anticipo quantità e distribuzione della produzione significa infatti intervenire meglio su irrigazione, concimazioni, diradamenti, organizzazione del lavoro, logistica di cantina e persino strategie commerciali. Non si tratta soltanto di misurare di più, ma di conoscere meglio.

Su Il Corriere Vinicolo n. 10 del 16 marzo 2026, Sofia Matilde Luglio, Lorenzo Gagliardi, Christian Frasconi, Marco Fontanelli, Andrea Peruzzi e Michele Raffaelli del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa analizzano lo stato dell’arte delle tecnologie oggi disponibili per la detection automatica dei grappoli e per la previsione della resa, mettendo in evidenza il ruolo crescente di telecamere RGB-D, reti neurali convoluzionali profonde, sensori installati sulle vendemmiatrici e sistemi integrati di analisi georeferenziata. Il contributo mostra come la combinazione tra visione artificiale, AI, dati satellitari, droni e strumenti di Edge AI possa migliorare non solo il conteggio dei grappoli, ma anche la capacità di leggere la variabilità interna del vigneto, supportare la zonazione e orientare forme sempre più evolute di raccolta selettiva e autonoma. Ne emerge un quadro tecnologicamente avanzato ma anche molto concreto, in cui la vera posta in gioco non è l’automazione fine a se stessa, bensì la possibilità di rendere la vendemmia e la gestione del vigneto processi più consapevoli, efficienti e sostenibili. È su questo terreno, del resto, che si misurerà la reale competitività della viticoltura dei prossimi anni.
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