Nel contributo pubblicato sul numero 8/2026 de Il Corriere Vinicolo, il confronto prende le mosse da una presa di posizione netta di Gabriele Gorelli MW, secondo cui il vino sarebbe l’unico settore a mostrare una forma di risentimento verso chi non dimostra competenza. Una provocazione che diventa occasione per allargare il campo: dalla visione cliente-centrica evocata da Gorelli, alle esperienze di Federico Veronesi (Oniwines), fino alle sollecitazioni di Renzo Rosso tra moda e vino.
Non si tratta di un semplice esercizio retorico. Sullo sfondo c’è un mercato che registra un ridimensionamento dei volumi e che impone una revisione dell’approccio. La questione non è banalizzare il racconto o cedere alla semplificazione, ma interrogarsi su come costruire valore senza arroccarsi in una narrazione autoreferenziale. “Serviamo persone, non vini” è uno dei passaggi chiave che sintetizza un cambio di paradigma che riguarda produttori, operatori e comunicatori.