Dal Cin (Anformape): “Situazione in peggioramento, l’incertezza è il vero nemico”
Il settore delle forniture enologiche registra segnali di difficoltà nel 2024. Rispondendo al Corriere Vinicolo, Marzio Dal Cin evidenzia la criticità dell'incertezza derivante dalla difficile situazione geopolitica.
April 4, 2025
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Dal Cin (Anformape): “Situazione in peggioramento, l’incertezza è il vero nemico”
«In generale notiamo un sostanziale peggioramento, per qualcuno è questione di fatturato, per altri di marginalità o di numero di clienti. Le motivazioni possono essere diverse, ma quello che prevale è un sentiment negativo in merito al 2024, anche se non di molto».
Questo quanto dichiarato al Corriere Vinicolo da Marzio Dal Cin, Presidente di Anformape, a proposito dei risultati sull’anno concluso finora dichiarati dai soci dell’Associazione Nazionale Fornitori Macchine Accessori e Prodotti per l’Enologia, recentemente coinvolti in un audit interno, ancora in fase di completamento.
Se infatti nel 2023 si erano avvertiti dei campanelli d’allarme, nel 2024 questi sono diventati palesi difficoltà per la filiera delle forniture enologiche. Il rallentamento del settore vino ha ormai raggiunto anche macchinari e prodotti.
«Non viviamo direttamente i problemi del vino, eppure questi, indirettamente, ci investono in pieno. La questione dei dazi, ad esempio, è poco significativa per il nostro comparto […] ma il problema vero rimane il vino in quanto tale. Se i nostri clienti, italiani o europei in genere, sono colpiti da dazi, noi siamo colpiti dalle ricadute di questa guerra commerciale […]».
Le tensioni geopolitiche e la mancanza di una chiara visione del futuro stanno affossando le prospettive di un settore che beneficerebbe di un sostegno meno ideologico, e meno burocratizzato, da parte delle istituzioni.
«[…] Nell’audit interno la risposta sulle previsioni per il 2025 è stata pressoché unanime, sintetizzabile con un: ho pochi elementi per saperlo oggi. Non siamo in grado di dire oggi cosa succederà da qui a qualche mese, un’incertezza diventata cronica che si riflette a livello generale sui consumi e sui timori delle persone […] È indubbio – ha proseguito Dal Cin – che quando si parla di impianti, ovvero investimenti con cinque o sei zeri, le imprese vitivinicole devono poter contare sui finanziamenti, e come Anformape ci stiamo concentrando proprio su come agevolare e sostenere i nostri clienti in questo processo. Ma è evidente che ci sono difficoltà oggettive nell’accesso al credito, alcune politiche in questo senso hanno dato pochi risultati e bisognerebbe capire esattamente le motivazioni di questi fallimenti».
L’intervista completa al Presidente di Anformape, a cura di Giulio Somma e Fabio Ciarla, è pubblicata su Corriere Vinicolo 11/2025.